P.I.P.P.I. Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione - Comune di Castelvetro

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P.I.P.P.I. Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione

 

 

 

P.I.P.P.I. Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione

 

 

 

Il Programma P.I.P.P.I. persegue la finalità di innovare le pratiche di intervento nei confronti delle famiglie cosiddette negligenti al fine di ridurre il rischio di maltrattamento e il conseguente allontanamento dei bambini dal nucleo familiare, articolando in modo coerente fra loro i diversi ambiti di azione coinvolti intorno ai bisogni dei bambini che vivono in tali famiglie, tenendo in ampia considerazione la prospettiva dei genitori e dei bambini stessi nel costruire l’analisi e la risposta a questi bisogni. L’obiettivo primario è dunque quello di aumentare la sicurezza dei bambini e migliorare la qualità del loro sviluppo.

 

L’esperienza propone linee d’azione innovative nel campo del sostegno alla genitorialità vulnerabile, scommettendo su un’ipotesi di contaminazione, piuttosto desueta, fra l’ambito della tutela dei “minori” e quello del sostegno alla genitorialità. In questo senso, essa si inscrive all’interno delle linee sviluppate dalla Strategia Europa 2020 per quanto riguarda l’innovazione e la sperimentazione sociale come mezzo per rispondere ai bisogni della cittadinanza e spezzare il circolo dello svantaggio sociale.

 

Il programma P.I.P.P.I. propone un approccio d’intervento ecosistemico per sviluppare servizi e interventi integrati che superino il modello organizzativo-culturale che affronta la negligenza riducendola a una aggregazione di problemi individuali dei genitori e dei bambini piuttosto che una perturbazione che ha a che fare con l’insieme dell’organizzazione sociale dell’infanzia e della genitorialità e richiede innanzitutto un’azione di sistema che prevede che gli ambiti territoriali (i contesti) e in particolare la parte politica e dirigenziale, mettano in campo, già dalla fase di pre-implementazione, una definizione integrata dei rapporti inter-istituzionali per garantire il necessario supporto politico-organizzativo al lavoro coordinato tra gli operatori dei diversi servizi facenti parte delle équipe multidisciplinari.

 

Il target di P.I.P.P.I.:

 

1. bambini da 0 a 11 e dalle figure parentali di riferimento (i fratelli maggiori di questi bambini e quindi le famiglie con figli pre-adolescenti e adolescenti possono costituire mediamente il 20% delle famiglie incluse);

 

2. bambini il cui sviluppo e la cui sicurezza sono considerati dagli operatori di riferimento come “preoccupanti” a ragione del fatto che vivono in famiglie all’interno delle quali le figure parentali sperimentano difficoltà consistenti e concrete a soddisfare i bisogni dei bambini sul piano fisico, educativo, affettivo, psicologico, ecc;

 

3. genitori che risultano negligenti a partire dall’analisi fornita dallo strumento di preassessment utilizzato nella fase preliminare al fine di identificare le FFTT da includere nel programma;

 

4. famiglie per cui l’accesso all’insieme di servizi forniti fino all’avvio di P.I.P.P.I. non ha permesso di migliorare la situazione;

 

5. ciononostante l’orientamento generale per questi bambini è di mantenerli in famiglia attraverso una forma di sostegno intensivo e globale rivolto ai bambini stessi, alle famiglie, alle reti sociali informali in cui vivono;

 

6. famiglie che sono già state separate, ma per le quali si intende avviare un programma di riunificazione familiare stabile al fine di ridurre i tempi di allontanamento esterno alla famiglia dei bambini (queste famiglie possono costituire mediamente il 20% delle famiglie incluse).

 

I dispositivi d’azione

I dispositivi d’azione fanno riferimento alla necessità di garantire sia sostegno individuale e di gruppo, rivolto sia ai bambini che ai genitori, sia sostegno professionale e paraprofessionale.

 

I dispositivi d’azione sono 4:

 

1. l’educativa domiciliare;

 

2. i gruppi per genitori e bambini;

 

3. le attività di raccordo fra scuola e servizi;

 

4. la famiglia d’appoggio.

 

 

Per maggiori informazioni consultare il programma allegato.


Per informazioni e per partecipare al progetto contattare la referente.

Referente del progetto:
assistente sociale Giulia Cocchi
tel. 339/7337335 ; e-mail: giulia.cocchi@terredicastelli.mo.it

 

 

Link alla pagina sul sito dell'Unione Terre di Castelli

 

 

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