Commercio al dettaglio su area privata (esercizio di vicinato) - Comune di Castelvetro

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Commercio al dettaglio su area privata (esercizio di vicinato)

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Descrizione

Tale definizione intende le attività di commercio esercitate in locali o aree private (negozi e centri commerciali), che vendono direttamente al consumatore finale prodotti alimentari e non alimentari.

Gli esercizi commerciali sono suddivisi in base alla superficie di vendita in:

- Esercizi di vicinato: fino a 250 mq;

- Medie strutture di vendita: fino a 2.500 mq;

- Grandi strutture di vendita: oltre i 2.500 mq.

A loro volta gli esercizi commerciali possono essere suddivisi in diversi settori merceologici:

- Alimentare;

- Non alimentare;

Per esercitare l'attività di commercio al dettaglio occorre:

- essere iscritti alla Camera di Commercio;

- avere la disponibilità dei locali (affitto o proprietà o altro titolo di godimento) con destinazione d'uso commerciale (la si può verificare all'Ufficio Tecnico Edilizia Privata);

- essere in possesso dei requisiti morali previsti dall'art. 71 del D.lgs 59/2010;

- essere in possesso dei requisiti professionali, previsti dall'art. 71 del D.lgs 59/2010, per le attività del settore alimentare.

Sono escluse da questa normativa:

  • la vendita di prodotti farmaceutici non da banco effettuata dalle farmacie;
  • la vendita dei generi di monopolio effettuata dalle tabaccherie;
  • la vendita diretta dei prodotti di propria produzione effettuata dai produttori agricoli, dagli imprenditori agricoli e dalle associazioni dei produttori ortofrutticoli;
  • la vendita di carburanti effettuata dai distributori stradali;
  • la vendita dei prodotti di propria produzione e/o dei beni accessori all'esecuzione delle opere o alla prestazione del servizio effettuata dagli artigiani o dagli industriali nei locali di produzione o nei locali a questi adiacenti;
  • la vendita al dettaglio della cacciagione e dei prodotti ittici effettuata dai pescatori e dalle cooperative di pescatori, e dai cacciatori, singoli o associati;
  • la vendita dei prodotti effettuata da coloro che direttamente e legalmente li raccolgono su terreni soggetti ad usi civici nell'esercizio dei diritti di erbatico, di fungatico e di diritti similari;
  • la vendita o l'esposizione per la vendita delle proprie opere d'arte e di quelle dell'ingegno a carattere creativo, comprese le proprie pubblicazioni di natura scientifica od informativa, realizzate anche mediante supporto informatico;
  • la vendita dei beni di fallimento;
  • la vendita effettuata durante il periodo di svolgimento delle fiere campionarie e delle mostre di prodotti nei confronti dei visitatori, purché riguardi le sole merci oggetto delle manifestazioni e non duri oltre il periodo di svolgimento delle manifestazioni stesse;
  • la vendita effettuata da enti pubblici o enti a partecipazione pubblica che vendano pubblicazioni o altro materiale informativo, anche su supporto informatico, di propria o altrui elaborazione, concernenti l'oggetto della loro attività.

 

 

Come avviare l'attività

- per gli esercizi di vicinato l'attività può iniziare al momento della presentazione al protocollo del Comune della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA);

- per le medie e grandi strutture di vendita dopo aver ottenuto l'autorizzazione comunale.

- in caso di subingresso l'attività può essere iniziata il giorno stesso della presentazione al protocollo del comune della comunicazione sul modello SCIA (per gli esercizi di vicinato) o COM3 (per le medie e grandi strutture).

- in caso di attività commerciale di tipo alimentare, oltre alla documentazione sopra indicata da inoltrare al Comune, è necessario presentare la notifica di registrazione all'Usl di Vignola secondo le modalità da loro richieste (per informazioni e per scaricare la modulistica:
http://www.ausl.mo.it/dsp/regist_alimentare/cosa_presentare.htm).

 

Altre informazioni

- Orari di apertura e chiusura (Vedi Art.11 d.Lgs 114/1998):

Gli esercizi commerciali di vendita al dettaglio possono restare aperti al pubblico in tutti i giorni della settimana osservando però la chiusura domenicale e festiva dell'esercizio, oltre alla mezza giornata di chiusura infrasettimanale. Si può derogare all'obbligo della chiusura domenicale e festiva soltanto nel mese di dicembre e nelle ulteriori 8 domeniche o festività indicate nell'ordinanza concordate ogni anno con i commercianti del territorio e con le associazioni di categoria. (si veda la relativa ordinanza sulle aperture domenicali e festive anno 2011).

L'apertura degli esercizi è consentita dalle ore sette alle ore ventidue. Nel rispetto di tali limiti l'esercente può liberamente determinare l'orario di apertura e di chiusura della propria attività non superando il limite delle tredici ore giornaliere. L'esercente è tenuto a rendere noto al pubblico l'orario di effettiva apertura e chiusura del proprio esercizio mediante cartelli o altri mezzi idonei di informazione.

Per informazioni più precise in merito agli orari di apertura: si veda la relativa ordinanza del Sindaco che fissa gli orari di apertura delle attività commerciali in sede fissa nell'apposita sezione dedicata.

Con la deliberazione n. 2164 del 2007, la Giunta regionale ha individuato i giorni di festività civile o religiosa durante i quali gli esercizi commerciali, inclusi quelli situati in Comuni riconosciuti città d'arte o ad economia prevalentemente turistica, devono in ogni caso osservare l'obbligo di chiusura domenicale o festiva. Ha individuato altresì le modalità e i criteri con cui i Comuni previa concertazione possano prevedere deroghe all'obbligo di chiusura.

- Pubblicità dei prezzi (Vedi Art. 14 d.Lgs 114/1998):

I prodotti esposti per la vendita al dettaglio debbono indicare in modo chiaro e ben leggibile il prezzo di vendita al pubblico mediante l'uso di un cartello o con altre modalità idonee allo scopo. E' inoltre d'obbligo il prezzo di vendita al dettaglio per unità di misura.

- Vendite straordinarie (Vedi Art.15 d.Lgs 114/1998):

Per le vendite straordinarie si intendono le vendite di liquidazione,le vendite di fine stagione e le vendite promozionali nelle quali l'esercente offre condizioni favorevoli, reali ed effettive, di acquisto dei propri prodotti.

- Per il commercio di cose usate e/o antiche: quali oggetti d'arte e cose antiche di pregio o preziose (al dettaglio, all'ingrosso o altre forme di vendita) su area privata o area pubblica, è necessario presentare l'apposita SCIA. La dichiarazione non è necessaria per il commercio di cose usate prive di valore o di valore esiguo.

 

 

Normativa

  • D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114 - Riforma della disciplina relativa al settore del commercio a norma dell'articolo 4 comma 4 della L. 15 marzo 1997, n. 59

  • L.R. 5 luglio 1999, n. 14 - Norme per la disciplina del commercio in sede fissa in attuazione del D.Lgs. 31 marzo1998, n. 114

  • delibera Consiglio Regionale 23 settembre 1999, n. 1253 come modificata dalla delibera Consiglio Regionale 26 marzo 2002, n. 344 e 10 febbraio 2005, n. 653 - Criteri di pianificazione territoriale ed urbanistica riferiti alle attività commerciali in sede fissa in applicazione dell'art. 4 della L.R. 5 luglio 1999, n. 14

  • delibera Consiglio Regionale 29 febbraio 2000, n. 1410 - Criteri e condizioni per regolare gli obiettivi di presenza e sviluppo delle grandi strutture di vendita, in attuazione dell'art.3, comma 2, lett. b) della L.R. 5 luglio 1999, n. 14

  • delibera Giunta Regionale 10 ottobre 2000, n. 1705 come modificata dalla delibera Giunta Regionale 24 marzo 2003, n. 480 e 19 dicembre 2005, n. 2198 - Definizione sulla scorta di quanto recato dall'art.11 L.R. 5 luglio 1999, n. 14, del contenuto degli allegati necessari ai fini della valutazione delle domande per grandi strutture di vendita

  • D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni dalla l. 4 agosto 2006, n. 248 - Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale

  • L.R. 21 maggio 2007, n. 6 - Disposizioni in materia di distribuzione commerciale

  • delibera Giunta Regionale 27 dicembre 2007, n. 2164 - Attuazione delle disposizioni contenute nella L.R. 21 maggio 2007, n. 6 in materia di orari

  • delibera Consiglio Regionale 13 febbraio 2008, n. 155 - Definizione delle modalità di esercizio nel medesimo punto di vendita del commercio all'ingrosso e al dettaglio

  • regolamento comunale edilizia

  • deliberazioni relative ai criteri per il rilascio delle autorizzazioni per le medie strutture di vendita e altri provvedimenti di cui agli artt. 5 e 6, l.r. 5 luglio 1999, n. 14.

 

Modulistica

Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA)

 

 

 

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