Commercio distribuzione carburanti - Comune di Castelvetro

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Commercio distribuzione carburanti

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Descrizione

Si intende per impianto, il complesso commerciale unitario costituito da uno o più apparecchi di erogazione automatica di carburante per autotrazione nonché i servizi e le attività accessorie.

I distributori di carburante possono essere ad uso pubblico oppure ad uso privato.

Per impianti di distribuzione carburanti per autotrazione ad uso privato si intendono tutte le attrezzature fisse o mobili senza limiti di capacità ubicate all'interno di stabilimenti, cantieri, magazzini e simili, destinate al rifornimento esclusivo di autoveicoli, motoveicoli e ciclomotori di proprietà di imprese produttive o di servizio.

Per rete, l'insieme dei punti di vendita eroganti benzine, gasolio, GPL e metano per autotrazione nonché tutti gli altri carburanti per autotrazione posti in commercio ad esclusione degli impianti situati sulla rete autostradale, sui raccordi e sulle tangenziali classificate come autostrade e di quelli utilizzati esclusivamente per autoveicoli di proprietà di amministrazioni pubbliche. Gli impianti che costituiscono la rete si distinguono convenzionalmente in impianti generici, impianti dotati di apparecchiature post-pagamento ed impianti funzionanti senza la presenza del gestore (Self-service).

- Self-service pre-pagamento: complesso di apparecchiature per l'erogazione automatica di carburante senza l'assistenza di apposito personale, delle quali l'utente si serve direttamente provvedendo anticipatamente al pagamento del relativo importo. Le colonnine di impianti dotate di apparecchiature Self-service pre-pagamento svolgono servizio esclusivamente nelle ore di chiusura dell'impianto.

- Self-service post-pagamento: complesso di apparecchiature per il comando e il controllo a distanza dell'erogatore da parte di apposito incaricato con pagamento successivo al rifornimento.

Secondo la Delibera di Consiglio regionale n. 355/2002, così come modificata dalla Delibera di Consiglio regionale n. 208/09, tutti i nuovi impianti devono essere dotati, oltre che dei requisiti previsti dalla suddetta Delibera di Consiglio regionale, almeno dei prodotti benzina e gasolio, nonché del relativo servizio self-service prepagamento. I nuovi impianti, realizzati al di fuori della zona appenninica, devono essere dotati anche del prodotto metano o del prodotto GPL.

Per quanto riguarda gli orari di servizio, la Giunta Regionale dell'Emilia Romagna con deliberazione n. 1421 del 27.09.2010 ha adottato i criteri per la determinazione degli orari di apertura degli impianti stradali di distribuzione carburanti, di cui al punto 9.1 della Delibera di Consiglio Regionale n. 355/2002, come modificata dalla deliberazione dell'Assemblea legislativa n. 208 del 5 febbraio 2009.

L'orario di apertura, con presenza del gestore, è di 52 (cinquantadue) ore dal lunedì alla domenica. I Comuni, sentite le Associazioni rappresentative dei gestori, dei titolari degli impianti e dei consumatori, possono consentire l'apertura degli impianti fino a 60 (sessanta) ore settimanali.

Nel rispetto dell'orario previsto di cui sopra, i gestori determinano il proprio orario di apertura ottemperando ai seguenti criteri:

a) apertura non prima delle ore 5,00

b) chiusura non dopo le ore 22,00, fatta salva la possibilità di richiedere il servizio notturno

c) possibilità di chiusura antimeridiana o pomeridiana in un giorno dal lunedì al sabato

d) possibilità di chiusura domenicale e festiva, per tutto o per parte dell'orario giornaliero

e) le fasce di apertura devono essere garantite dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00 nei giorni dal lunedì al sabato non festivi, fatta salva l'eventuale mezza giornata di chiusura di cui al punto c).

I gestori comunicano gli orari e le giornate di apertura al Comune dove ha sede l'impianto gestito. Fatte salve comprovate esigenze riconosciute dal Comune, gli orari e le giornate di apertura non possono essere modificate entro tre mesi dall'ultima comunicazione.

Il servizio all'utenza, durante la turnazione domenicale e festiva, può essere garantito anche attraverso l'apertura degli impianti in modalità self-service; in caso di apertura domenicale (con gestore) per turnazione, non è più obbligatoria la chiusura il lunedì successivo.

Le colonnine di impianti dotate di apparecchiature self-service pre-pagamento continuano a svolgere servizio esclusivamente nelle ore di chiusura dell'impianto.

Per lo svolgimento del lavoro notturno (dalle ore 22,00 fin all'inizio dell'orario di apertura giornaliera) occorre il rilascio di apposita autorizzazione del Comune competente.

 

I pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande autorizzati in deroga ai criteri comunali (in quanto intestati al gestore di un impianto con self-service post pagamento) seguono gli orari degli impianti cui afferiscono, fatta salva la possibilità di apertura nell'intervallo che può intercorrere tra l'orario antimeridiano e quello pomeridiano.

 

Requisiti

  • Essere proprietario o avere ad altro titolo la disponibilità del locale/zona oggetto dell'intervento

  • Essere in possesso dei requisiti soggettivi morali previsti dalla legge

  • L'impianto deve essere localizzato in una Zona nella quale è consentito lo svolgimento dell'attività di distributore di carburanti in base agli strumenti urbanistici vigenti

  • Devono essere rispettate le disposizioni in materia di prescrizioni fiscali, la sicurezza sanitaria, ambientale e stradale, le disposizioni per la tutela dei beni storici ed artistici, nonché alle norme di indirizzo programmatico della Regione Emilia- Romagna emanate ai sensi del D.Lgs. 32/1998

  • Devono essere rispettate le prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione antincendio

  • Gli impianti devono essere conformi alle norme e alle prescrizioni in materia edilizia, ovvero devono essere in possesso del Certificato di conformità edilizia e agibilità

 

Modalità di presentazione della domanda

L'installazione di un impianto di distribuzione carburanti ad uso pubblico o ad uso privato è subordinata all'ottenimento di apposita autorizzazione rilasciata dal Comune ove ha sede l'impianto di distribuzione.

La richiesta di autorizzazione è necessaria in caso di nuovo impianto, di ristrutturazione, di trasferimento e di potenziamento dell'impianto.

Le autorizzazioni non sono sottoposte a termine, ma l'art. 1, comma 5 del D.Lgs. n.32/1998 prevede che gli impianti siano sottoposti a verifica sull'idoneità tecnica (collaudo) ogni 15 anni, ai fini della sicurezza sanitaria e ambientale.

 

Descrizione iter

Il D.Lgs. n. 32/1998 prevede che il richiedente debba presentare al Comune sede del futuro insediamento, unitamente alla domanda di autorizzazione all'installazione e di ottenimento del permesso di costruire, copia del progetto e relazione tecnica illustrativa dello stesso, corredata da una analitica autocertificazione e da una perizia giurata (redatta da un ingegnere o altro tecnico iscritto all'Albo professionale). L'autorizzazione è altresì subordinata al rispetto delle prescrizioni per la prevenzione antincendio.

L'impianto deve essere posto in esercizio entro il termine di 1 anno a decorrere dalla data di notifica del provvedimento autorizzatorio. Esso può essere prorogato, per un massimo di 6 mesi, qualora venga richiesta la proroga almeno 1 mese prima della scadenza. Oltre tale termine possono essere accordate proroghe solo per documentate cause di forza maggiore.

Alla conclusione dei lavori l'interessato, contestualmente alla presentazione della comunicazione di fine lavori, deve presentare la richiesta di collaudo da parte dell'apposita Commissione (che viene convocata dal Suap) corredata della documentazione necessaria.

L'attività può essere iniziata soltanto dopo il rilascio dell'autorizzazione e a seguito dell'esito positivo del collaudo effettuato di norma entro 3 mesi dalla richiesta e volto a verificare le rispondenze delle opere realizzate al progetto di massima.

Il Comune, sentita la Commissione di collaudo, può rilasciare l'autorizzazione all'esercizio provvisorio dell'impianto alle condizioni dell'art. 10 del D.P.R. n. 420/1994.

Gli oneri relativi al collaudo sono a carico del richiedente che provvede al versamento anticipato presso le competenti Amministrazioni.

 

Normativa

  • D.Lgs. 11 febbraio 1998, n. 32 - Razionalizzazione del sistema di distribuzione dei carburanti, a norma dell'art. 4, comma 4, lettera c), della Legge 15 marzo 1997, n. 59

  • D.M. 31 ottobre 2001 - Approvazione del Piano nazionale contenente le linee guida per l'ammodernamento del sistema distributivo dei carburanti

  • Delibera Consiglio Regionale 8 febbraio 2002, n. 355 - Norme regionali di indirizzo programmatico per la

  • razionalizzazione e l'ammodernamento della rete distributiva carburanti

  • Delibera Consiglio Regionale 5 maggio 2009, n. 208 - Modifiche alla delibera del Consiglio regionale 8 maggio 2002, n. 355 Norme regionali di indirizzo programmatico per la razionalizzazione e l'ammodernamento della rete distributiva carburanti

 

Modulistica:

  • Richiesta autorizzazione per installazione impianto di distribuzione di carburanti

  • Richiesta autorizzazione per modifica con collaudo dell'impianto di distribuzione carburanti

  • Comunicazione per modifiche senza collaudo dell'impianto distribuzione carburanti

  • Comunicazione di trasferimento della titolarità dell'impianto

  • Prelievo di carburante in recipienti presso impianti stradali

  • Richiesta servizio notturno

  • Sospensione temporanea all'esercizio degli impianti

 

 

 



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