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La vecchia Chiesa Parrocchiale dei SS. Senesio e Teopompo


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La data di costruzione della Chiesa Parrocchiale dei Santi Senesio e Teopompo, Martiri tuttora patroni della Comunità Castelvetrese, è ignota.

Essa fu la cappella privata dei Rangoni, posta presso il loro palazzo, all'interno delle mura, e venne ampliata per consentire l'afflusso di una popolazione sempre più numerosa, quando venne abbandonata la Vecchia Parrocchiale di S. Maria del Gherlo, situata fuori le mura[1]. Essa era la più antica Chiesa di Castelvetro, citata in un documento del 996, con il quale veniva donata dal Vescovo di Modena al Monastero di S. Pietro (Modena).

Altri interventi di ristrutturazione ed ulteriori ampliamenti si ebbero dopo il terremoto del 1501 - riutilizzando blocchi di pietra, lapidi e materiale preesistente - e, soprattutto, nel XVII sec., quando fu costruito il campanile (1613) e furono edificate alcune cappelle. Il campanile fu addossato ad un muro perimetrale della Chiesa e questo provocò, in seguito, gravi lesioni alle struttura, a causa delle quali si rese necessaria una prima opera di consolidamento nel 1758, cui seguirono altri interventi nell'Ottocento e nel 1965.

La Chiesa era costruita con l'altare a oriente - con riferimento a Cristo, sole nascente - mentre l'accesso per i fedeli era a Ovest, dove, attualmente, è solo parzialmente visibile, dal momento che i Rangoni, in data imprecisata, unirono il loro palazzo alla chiesa, tanto da coprirne buona parte della facciata.

Numerose opere pittoriche vennero ad arricchire la chiesa in varie epoche; molte di queste, oggi restaurate, hanno trovato posto nella nuova Chiesa Parrocchiale.

Proprio a seguito dell'edificazione della nuova parrocchiale, la vecchia chiesa è stata sconsacrata e trasformata in abitazione privata.

 

[1] Crespellani nel suo libro "Castelvetro e le sue antiche chiese" scrive che la presenza della chiesa parrocchiale fuori delle mura del castello - verrebbe a confermare quanto praticavasi nei secoli di mezzo turbolenti e funestati da continue guerre, cioè che la chiesa parrocchiale trovavasi sempre a qualche distanza dal fortilizio acciò i fedeli potessero andarvi liberamente in circostanza d'assedi o di sommosse, ed altra sussidiaria era entro il forte per la guarnigione militare e per quelli che vi rimanevano chiusi; a Castelvetro l'interna dedicata ai Santi Senesio e Teopompo apparteneva in giurisdizione al Monastero di Nonantola -.

 

 

 

 


ultima modifica:  29/04/2013
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