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Il Castello

 

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In un periodo non ben precisato dell'Alto Medioevo la borgata, che si era insediata sui resti dell'accampamento romano, si divise in due: una ai piedi della collina, la città bassa o borgo, abitata dai contadini, artigiani e, comunque, dai ceti più poveri; l'altra, la città alta fortificata, con un castello di forma quadrata come l'accampamento romano, abitato prevalentemente dalle classi sociali più elevate: nobili, clero ed alta borghesia terriera.


Nei secoli V e VI il territorio di Castelvetro fu messo più volte a ferro e fuoco da orde di Barbari, che ne decimarono e dispersero gli abitanti e fecero sì che anche il nome del paese venisse dimenticato.
Solo dopo " lungo lasso di tempo" (secondo quanto afferma il Crespellani) nuovi abitatori sopravvenuti nel luogo fissarono le loro dimore nei colli di questa ridente vallata.
Nell'VIII secolo Castelvetro era un castello di una certa importanza, anche se non viene ricordato nei documenti con questo nome.


Di Castelvetro come fortilizio, si ha la prima notizia scritta in un contratto di compravendita del 988.
Gli studiosi di storia locale ritengono che già nell' VIII secolo Castelvetro dovesse essere un castello e che, comunque, agli inizi del secolo IX fosse già una corte vasta e di una certa importanza.
Castelvetro diventò capoluogo del feudo e il suo centro storico andò assumendo quelle caratteristiche che ancora oggi sono visibili.


Lo schema urbanistico definito in epoca medievale, comprendente il palazzo del signore, le torri, le chiese, si mantenne anche nel periodo rinascimentale, nonostante la costruzione o il rifacimento di alcuni edifici. In particolare con l'estensione dei domini di casa Rangone, le maggiori necessità, soprattutto sul piano amministrativo, determinarono la costruzione di edifici civili per le classi superiori e il sorgere di una edilizia minore per le classi subalterne. Venne così a mancare la fisionomia iniziale di fortificazione, mentre si riempivano ormai completamente tutti gli spazi entro il perimetro delle mura. I tragici eventi, che caratterizzarono i primi anni del Cinquecento, come i terremoti, - primo fra tutti e più terribile quello del 1501, che interessò tutto il territorio di Modena e provocò danni ingenti - e le epidemie, determinarono la necessità di creare uno "Spedale per i poveri" e di rimediare ai gravissimi danni subiti dagli edifici.


Verso la metà del '500 fu pure fondato il Convento dei Minori Osservanti, abbandonato poi nel 1662, nella zona vicino alla chiesa dei S.S. Senesio e Teopompo.
Nei secoli seguenti, fino alla fine del dominio dei Marchesi Rangoni, che coincise con l'occupazione francese del 1796, si andò consolidando la funzione rappresentativa e il carattere di "soggiorno gaio e gradito" del centro storico di Castelvetro, dove furono ospitati personaggi illustri come Carlo Sigonio e, soprattutto, Torquato Tasso.

 

 

 

 

 


ultima modifica:  29/04/2013
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domenica 30 settembre ore 8:30 al parco San Polo

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