Comune di Castelvetro di Modena
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La Storia

Età paleolitica

Età neolitica

Età del rame - bronzo - ferro

Età etrusca

Età gallica

Età romana

Catrum vetus

Età medioevale

Età moderna e contemporanea

Bibliografia essenziale

 

 

Castelvetro si trova a Sud di Modena alla distanza di 18 km e all'altezza di 150 m, adagiato su queste dolci colline e con un paesaggio esteticamente meraviglioso e suggestivo.

 


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Età paleolitica


Tutta la fascia pedemontana e quindi anche Castelvetro, era abitata sin dal paleolitico, come risulta dai diversi reperti storico-archeologici ritrovati e di notevole interesse.
Basti pensare che in tutta l'Italia settentrionale, sono state ritrovate non più di una decina di AMIGDALOIDI.

 

 

 

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A Castelvetro ne furono scoperte ben due, rispettivamente alle MISIANE e ai confini col territorio di Spilamberto (COLECCHIO).
L'amigdaloide è ottenuta da un ciotolo di diaspro ; l'uomo la lavorò con caratteri piuttosto rozzi; tuttavia era uno strumento mirabile :con impugnatura che si adatta, anatomicamente, molto bene alla mano e utilizzata come strumento di difesa e di offesa. Era appuntita
.



Età neolitica


E' l'età in cui l'uomo, evolvendosi, inizia a lavorare la pietra.
I ritrovamenti nelle località di questo Comune (Galassina, Montebarello e Misiane) hanno portato alla luce reperti ascrivibili a questo periodo (una bella cuspide a Montebarello, un peduncolo e vari altri reperti :ad esempio un martello-ascia ben lavorato alla Galassina).




Età del rame - bronzo - ferro


E' il momento della civiltà "terremaricole ".
Il termine "terremare" fu coniato dagli studiosi sulla voce "marna", cioè terra ricca di residui umani. Formate da un terriccio scuro, vennero smantellate per essere impiegate nella concimazione dei campi alla fine del 1700.
Nel territorio di Castelvetro sono 2 le stazioni terremaricole, delle quali ci è giunta una sicura documentazione: la più importante a Montebarello (a sinistra prima di Ca' di Sola) e l'altra a Ca' Monesi.
Sulla vita sociale, agricole e lavorativa, si rimanda alla vasta letteratura che è presente pure nei testi scolastici.




Età etrusca (550 a.C.- 350 circa a.C.)

 

 

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TAV IV - ETA' ETRUSCA - GALASSINA (CASTELVETRO)
Kelebe a figure rosse . Metà circa del V sec. a.C. Scena Bacchica. Fa parte di un grupppo di ceramiche importate (Alt. cm 65)

 

 

 

 

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TAV V - ETA' ETRUSCA - GALASSINA (CASTELVETRO)
Kelebe di argilla grigio-giallognola, mal cotta, di produzione locale ad imitazione del vaso della Tav. IV (Alt. cm 35,5)

 

 

 

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ETA' ETRUSCA - GALASSINA (CASTELVETRO)
Specchio figurato di lamina bronzea. Manca il manico. Metà del sec. V a.C. (Diam. cm. 17)

 

 

 

 

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TAV VI - ETA' ETRUSCA - GALASSINA (CASTELVETRO)
(Metà del V sec. a.C.)
Cimase bronzee di due portafiaccole. Guerriero che indossa la corazza (cm. 9); giovane che porta un maialino (cm. 10)


Con l'arrivo degli Etruschi dalla Toscana nella Padania, gli abitanti di Castelvetro entrano nella STORIA.


I ricchi e significativi reperti degli scavi compiuti alla Galassina, non lontano dal Castello, e poco oltre in località NOSADELLA (Via Modena), indicano che la zona di Castelvetro visse il momento di maggior sviluppo con l'insediamento di un importante villaggio sul Castello (Acropoli) e di un cimitero alla Galassina (Necropoli).


I primi scavi furono eseguiti dal Sacerdote Celestino Cavedoni (1841) e acquistati, i materiali rinvenuti, dal Duca di Modena FRANCESCO V° e collocati al museo.


Nel 1879-80 il Crespellani approfondì' e allargò gli scavi del Cavedoni e ritrovò le famose tombe.


Il Cavedoni ne ritrovò una decina, mentre il Crespellani oltre 25. Da notare: la tomba dello Specchio (alla Galassina) era la più bella e meglio conservata. (Per gli scavi e i ritrovamenti rimando al volume "Preistoria e Protostoria nel Modenese" del prof. Benedetto Benedetti - Aedes M. MODENA 1985).


Da notarsi che la Galassina ora è zona archeologica ed è l'insediamento etrusco più importante del territorio Modenese.



NOTE

1 I materiali di questa Necropoli (una decina di tombe scoperte dal Cavedoni nel 1841 alla Galassina, una tomba a 750 m. più a nord scoperta dagli operai che sistemavano la strada comunale nel 1874; infine gli scavi controllati e visitati dal Crespellani nel 1879-80: pare accertata alla Galassina l'esistenza di 35 tombe) si trovano al Museo Estense; mentre lo specchio di lamina bronzea si trova alla Galleria Estense.


2 Cronologia: lo studio dei corredi ci consente di datare la Necropoli della Galassina intorno alla metà del V. secolo a.C.


3 Per ulteriori notizie vedasi:
- "Preistoria e Protostoria" di B. Benedetti, op. cit. dalla pag. 294 alla pag. 305
- Si invitano i turisti a recarsi al Museo e alla Galleria Estense



Età gallica


Verso il 350 a.C. arrivarono nelle nostre terre modenesi i GALLI BOI; vinsero gli Etruschi, erano agricoltori e furono i primi a passare al sistema del BARATTO cioè: "io ti do una pecora, se tu mi dai una lancia".


Noi qui a Castelvetro non abbiamo tracce della loro civiltà .

 


Età romana
Dal 218 a.C. in avanti.
Verso il 218 Modena (e anche Castelvetro) e tutta la Gallia Cisalpina (cioè tutta la Pianura Padana occupata dai Galli) fu conquistata dai Romani.
Nel 186 a.C. il Console romano Emilio Lepido tracciò e fece costruire la via da ARIMINUM (Rimini) a PLACENTIA (Piacenza) chiamata Via Emilia.


Castrum Vetus


Verso il 150 a.C. le legioni romane portarono all'insediamento di un presidio militare nella nostra zona collinare, un CASTRUM (accampamento militare).
Ecco perché il nome di Castelvetro deriva da CASTRUM (accampamento militare), VETUS (vecchio, antico).
Anche ora sono ben visibili il CARDO , il DECUMANO, le INSULE, le FORTIFICATIO,ecc...



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L'orientamento NORD-SUD (CARDO) e OVEST-EST (DECUMANO) presenti anche ora, erano per i Romani i due punti fondamentali per la costruzione dei Castrum, delle città, e, in periodo preromanico (secoli IX - XI) mantennero questo tipo di orientamento (vedi ad esempio il Duomo di Modena ecc..) e anche la vecchia CHIESA di Castelvetro (attuale casa BARANI).



Età medioevale


In seguito, in età medioevale, nell'anno 988 in un documento conservato nell'Archivio benedettino di S.Pietro a Modena, Castelvetro viene denominato "CASTROVETERE" "actum prope Castrovetere in Oratorio Sanctae Mariae".


Solo più tardi, verso il 1500, Castrovetere viene citato con l'attuale toponimo CASTELVETRO, attraversato, "nella valle" dal torrente "GHERLO", chiamato poi GUERRO.
Ritornando dal 988 in avanti, vediamo che i secoli burrascosi e guerreschi medioevali, costrinsero le popolazioni a costruire opere fortilizie seguendo la "fortificatio" del Castrum Romano.
Nel secolo XI passa ai Benedettini residenti a NONANTOLA; però l'abate RODOLFO diede investitura a Titolo di enfiteusi al Marchese BONIFACIO di Toscana.
Nel 1052 Bonifacio venne ucciso e la celebre sua figlia Contessa MATILDE DI CANOSSA ereditò il feudo di Castelvetro .


Dopo la morte di MATILDE (1115) gli Abati di Nonantola accordarono l'investitura di Castelvetro a due illustre famiglie e cioè quella dei BECCAFAVA e quella dei MANFREDI.
Pochi anni dopo, Castelvetro fu poi annesso al Comune di MODENA e quando si accese la guerra tra Guelfi e Ghibellini, Castelvetro, come d'altronde Modena, era di tendenza Ghibellina, favorevoli cioè all'imperatore germanico.


Sempre nel contesto tra Guelfi (favorevoli al Papa) e Ghibellini, avvenne che il PAPA GIOVANNI XXII, alleato dei Guelfi, spinse le sue soldatesche prima contro Modena, poi, sotto il comando di VERSUZIO LANDO, pose l'assedio a Castelvetro.
Nel 1326 il Castello fu espugnato e distrutto.


Il Pontefice poi, nel 1330 a nome della Chiesa, a titolo di feudo, concedette Castelvetro a JACOPINO RANGONE, uno dei costanti seguaci del Partito pontificio e poi in seguito sempre alla stessa famiglia dei RANGONI.


Nel 1501, 5 Giugno, ci fu un tremendo terremoto. "Nel contado poi della città, alcuni castelli patirono assai, tra i quali Sassuolo e Castrovetere, che ebbero rovine notabili, et spetialmente Castrovetere, che oggidì è dellIll.mo Conte Fulvio Rangone" (vedi "Liber memorialis Familiae Rangoniae" N. Rota, op. cit.). I Rangoni si misero subito al lavoro per ricostruire il Castello, tanto che già nel 1564 presso l'attuale corte in Castello, soggiornò lo stesso TORQUATO TASSO (vedi lapide) e anche CARLO SIGONIO.

 

 

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Il TASSO era ospite in quell'occasione del nobile FULVIO RANGONI, Signore del Castello. Per ricordare questo avvenimento si svolgono a Castelvetro nella piazza medioevale, le rievocazioni storiche in costumi rinascimentali, con feste, danze, pranzi, dame e cavalieri, soldati e magistrati, paggi e villani .….. tutti riccamente vestiti in costumi cinquecenteschi.


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Nel 1630 fu appena sfiorata dalla famosa PESTE, grazie alle misure di sicurezza imposte da T. RANGONI; mentre nel 1633 fu colpito dal sisma e nel 1709 da una tremenda gelata, che portò con sé un'epica carestia.


Epoca moderna e contemporanea


Nel 1796 l'invasione francese in Italia portò alla soppressione dei feudi.


I Rangoni furono spogliati del feudo di Castelvetro ed il paese perse tutti i vantaggi che godeva come capoluogo.


Castelvetro divenne solo Municipalità, passando all'Amministrazione centrale del Regno d'ITALIA (1^ Gennaio 1860).


Attualmente gode di una Amministrazione democratica, nata dalla Resistenza alla fine dell'Aprile 1945; le sue bellezze storiche e ambientali attirano sempre di più tante persone provenienti da tutt'Italia e anche dall'estero.


Bibliografia essenziale


1 PREISTORIA E PROTOSTORIA DEL MODENESE - Autore: Benedetto Benedetti - AEDES MURATORIANA - MODENA - 1985


2 CASTELVETRO E LE SUE CHIESE del C.D. LUIGI RINALDI- MODENA - G. FERRAGUTI E C. TIPOGRAFI - 1909


3 CASTELVETRO - RISTAMPA: A.V. - LITOGRAFIA EDIZIONI GHERLO - CASTELVETRO 1988


4 NECROPOLI ETRUSCA DELLA GALASSINA - Estratto da: MODENA DALLE ORIGINI ALL'ANNO MILLE - STUDI DI ARCHEOLOGIA E STORIA - MODENA 1988 - Vol. I pagg. 272-281 con bibliografia - Autore: GIULIA SQUADRINI


5 SALUTI DA CASTELVETRO - UN SECOLO DI CARTOLINE - Autori: BONVICINI MONICA, CANTERGIANI GLORIANO, GASPARINI ENZO, ROLI ROBERTO, SELMI ROMANO, SIMONINI FAUSTO, ENTURI ANDREA con la collaborazione del COMUNE DI CASTELVETRO DI MODENA - Edizioni GHERLO - Dicembre 1999


6 CASTELVETRO UN PAESE, LA SUA STORIA, LA SUA ANIMA - AUTORI VARI - TELESIO EDITRICE - ANNO 2000


L'Amministrazione Comunale ringrazia il Dott. Selmi Romano per la gentile collaborazione e per il contributo apportato alla stesura della "Storia di Castelvetro di Modena" .

 

ultima modifica:  29/04/2013
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con i volontari di Nati per Leggere

giovedì 13 dicembre ore 17:00 presso la Biblioteca

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narrazioni e fiabe natalizie per bambini (dai 6 ai 10 anni)

venerdì 21 dicembre 2018 ore 17:00 presso la Biblioteca

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appuntamento il 21 dicembre con ritrovo alle 18:00 nel parcheggio di via Pace a Levizzano

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